Una poltrona vintage per arredare casa

Donare un proprio carattere alla nostra abitazione non è sempre facile, ma con i dovuti accorgimenti potrebbe non esser poi così difficile.

Uno dei odi più diffusi per conferire carattere ai locali delle nostre abitazioni può esser l’inserimento di elementi di arredo che si rifacciano al vintage.

Sul mercato è facile rinvenire mobili, tavoli sedie o altro utili al nostro scopo.

Personalmente credo che un elemento molto versatile possa esser la poltrona, in quanto potrà facilmente esser inserita,, sia nella zona living che nella zona notte.

Le poltrone vintage danno quel tocco di eleganza e particolarità agli ambienti ove questa sarà collocata.

Le poltrone vintage ci fanno fare un tuffo nel passato,  ricordi che tendono a perdersi con la crescita, ambienti familiari come la casa dei nonni, una miscellanea di sentimenti che rievocano antichi odori e sapori. Le poltrone vintage, oltre alla comodità ,riescono a donare ai loro possessori il piacere di cose perdute.La stessa parola vintage trae origine dal francese age du vin per indicare i vini delle annate migliori e anche la mobilia vintage, come nel parallelo con i vini, acquista importanza col passare degli anni.

Per diventare vintage i mobili e le poltrone, devono avere un design accattivante già dalla loro nascita.

Oggigiorno diversi designer si sono rifatti alle linee del passato per ricreare arredamenti dal sapore “antico” che utilizzano materiali tecnologicamente avanzati. A gusto dello scrivente l’inserimento di elementi vintage, come ad esempio le poltrone, in contesti moderni quali la camera da letto, possono creare un contrasto e donare una vivacità all’ambiente, insomma, un carattere unico nel suo genere. Come per tutto quel che è vintage, la parola d’ordine, anche in tema di poltrone o sofà, sarà colore e morbidezza delle forme. Questi elementi andranno in contrasto con l’austerità e le geometrie proprie dell’epoca moderna e ci ricondurranno, come detto, a cenni della nostra infanzia.

Pettorine per cani: come scegliere quella più adatta

La pettorina per cani è uno strumento che consente di poter controllare e gestire meglio il proprio amico a quattro zampe nel momento in cui ci si reca a passeggio. Le pettorine per cani si suddividono in base al tipo di materiale con cui soro realizzate e per il loro utilizzo. Sul mercato sono disponibili pettorine normali, da tiro, da traino, da guardia e le pettorine particolari. Solitamente sono fabbricate con il cuoio, finta pelle e nylon. Utilizzando la pettorina è possibile distribuire il carico sul torace dell’animale in maniera regolare nel momento in cui inizia a tirare con forza.

Come scegliere la pettorina giusta

La pettorina deve aderire bene sul cane e non deve “dondolare” ma neanche essere troppo stretta. In particolare, per animali di media e grossa taglia, si producono delle pettorine in materiale robusto come il cuoio oppure fettuccia molto resistente, con cinghie spesse, fibbie e moschettoni solidi. La pettorina non dovrà essere troppo pesante e deve risultare comoda per il cane. E’ assolutamente errato lasciare sempre la pettorina al cane anche quando non va a passeggio, poiché il suo centro di gravità è leggermente diverso rispetto al movimento con il collare, ad esempio come fa la pettorina k9.

Oltre alle pettorine in cuoio esistono anche quelle in nylon che sono molto più leggere e durano più a lungo. La pettorina giusta dipende dal campo in cui verrà impiegata. Ad esempio per la muta o il traino di sciatore è adatta una pettorina leggera di nylon, senza anelli e fibbie e con il cavo per il fissaggio. Per gli esercizi con i cani di servizio è meglio optare per una pettorina di cuoio con le cinghie larghe e le fibbie robuste.

I cani con il collo grosso, come Carlino, Bulldog Francese o Inglese, si sentono più a loro agio con la pettorina. Per i cani di piccola taglia invece,come Chihuahua, Toy Terrier, Yorkshire Terrier, che hanno il collo sottile e la gola molto delicata, sarà più adatta una leggera pettorina di velour invece di un collare.

Tipologie di gancio traino per auto

Il gancio traino per auto è uno strumento meccanico statico che viene montato al telaio del veicolo in modo tale da unire un rimorchio ad un mezzo trainante. Su di esso viene incastrato il timone del rimorchio che viene bloccato in posizione da un apposito fermo.

Esistono tre diverse tipologie di gancio traino per auto: estraibile, estraibile a scomparsa o fisso. Per cui, anche se per molti può risultare banale come scelta, chi invece lo utilizza in maniera costante deve orientarsi in base alle funzionalità e ai costi.

Gancio estraibile

Iniziamo dal presupposto che il prezzo di un gancio estraibile è superiore di uno fisso. Quando si parla di costi bisogna anche dare uno sguardo alle garanzie assicurative che sono obbligatorie per i veicoli con gancio. E’ infatti obbligatorio assicurare gancio traino e rimorchio e nel caso di uno estraibile, vengono calcolati costi superiori al 5%. Molti automobilisti prediligono questo tipo di gancio rispetto ad uno fisso per la comodità di poterlo rimuovere quando si vuole, quindi rappresenta una soluzione esteticamente valida. Infatti non appena viene estratta la sfera che è la parte più ingombrante del gancio, lo stesso è meno visibile.

Gancio estraibile a scomparsa

Questa tipologia di gancio è invisibile quando riposto dietro il paraurti ma è pronto in pochi secondi per rispondere ad ogni sfida. Il gancio estraibile a scomparsa offre la massima facilità di utilizzo senza compromettere il design dell’autovettura.

Gancio fisso

Nonostante il gancio estraibile stia acquisendo maggior interesse negli ultimi anni, il gancio fisso rimane la soluzione migliore soprattutto nel caso di gancio in dotazione. A differenza di quello estraibile, il gancio fisso è considerato da molti automobilisti più affidabile per trainare ad esempio una roulotte. Altro punto in suo favore è sicuramente il prezzo: acquistare un gancio fisso o avere già un gancio fisso in dotazione significa risparmiare (anche fino 150,00 euro) sui costi assicurativi.

Tubi ottici: caratteristiche

Tubi ottici è il nome generale dei dispositivi ottici utilizzati per l’osservazione visiva di oggetti distanti. In questa categoria sono inclusi gli occhiali da vista, i telescopi, i binocoli, i periscopi, i distanziatori, i punti di vista e gli strumenti geodetici. I tubi ottici sono stati conosciuti fin dalla fine del XVII secolo. Un tubo ottico a 32 potenze fu costruito e utilizzato per la ricerca astronomica da Galileo nel 1609. Un tubo ottico differente dal tipo Galileo fu proposto nel 1610-11 da J. Kepler (fu costruito per la prima volta intorno al 1630).

Gli elementi principali dei tubi ottici sono l’obiettivo e l’oculare. L’obiettivo di un tubo ottico è un sistema di raccolta (di solito costituito da due lenti cementate, più raramente un sistema multilente o catadiottrico). Dà un’immagine reale ridotta e invertita di un oggetto distante vicino al proprio piano focale. L’immagine viene visualizzata attraverso l’oculare come attraverso una lente di ingrandimento corrispondente al piano focale dell’oculare. Nei tubi ottici più utilizzati, l’oculare è anche un sistema di raccolta e l’immagine prodotta è invertita. I tubi ottici astronomici e geodetici in cui l’orientamento dell’immagine non è critico sono costruiti secondo questo schema. Se si deve produrre un’immagine eretta, un sistema di rifrazione ottica (un sistema prisma a binocolo o un sistema di lenti in vecchi occhiali da vista, periscopi e, in generale, sistemi il cui lunghezza può essere grande) è posto tra l’obiettivo e l’oculare di un Tubo ottico Keplerian. Il piano della vera immagine intermedia creata dall’obiettivo in un tubo di Keplerian si trova tra l’obiettivo e l’occhio e può essere inserita una scala di misura o una piastra fotografica. Pertanto, solo questo tipo di tubo ottico viene utilizzato per osservazioni che richiedono misurazioni esatte. Gli oculari dei moderni tubi ottici Keplerian hanno generalmente un ampio campo visivo (fino a 90 ° -100 °); Devono essere corretti per l’astigmatismo, la curvatura del campo, il coma e l’aberrazione cromatica. Pertanto, tali oculari sono di solito sistemi complessi composti da due o più lenti. I tubi ottici di Galileo danno un’immagine innalzata. Un obiettivo divergente posto di fronte al piano dell’immagine reale intermedia serve come suo oculare. Tali tubi ottici hanno un piccolo angolo di visione e vengono ora usati raramente, principalmente nei vetri dell’opera. L’ingrandimento ottico angolato dei tubi ottici per osservazioni a terra non è più di dieci dozzine, ma può essere alto o superiore a 500 in grandi telescopi.

Migliori software per il data entry

Ci sono numerosi software disponibili per effettuare il data entry. Questi sono sono stati sviluppati  per gestire le più difficili e specifiche esigenze legate all’immissione dei dati. Ci sono numerosi software disponibili per effettuare il data entry. Questi sono sono stati sviluppati  per gestire le più difficili e specifiche esigenze legate all’immissione dei dati. Per essere uno strumento utile al nostro scopo, un software data entry deve soddisfare la classificazione e la catalogazione di un numero rilevante di dati, andando a soddisfare le esigenze organizzative di chi usufruirà del servizio prodotto.Alcuni software di data entry  sono cloud-based,  mentre altri sono preposti alla conversione di documenti, altri ancora hanno sviluppato una tecnologia che ci permette di duplicare i dati in maniera automatizzata. Una società che vuole specializzarsi in questo settore deve prima capire quali sono le loro specifiche esigenze gestionali, in secondo luogo decidere quale programma potrà soddisfare  il tipo di informazioni che desideriamo ottenere.La varietà di software disponibili è ampia,  ci sono molte opzioni adatte a soddisfare una varietà di esigenze specifiche. Più un software è specializzato più sarà performante. Mentre i programmi standard come Microsoft Excel sono popolari grazie all’utilità del foglio di calcolo e del layout di facile utilizzo, di contro hanno una gestioni dei dati  piuttosto semplice, infatti non sono in grado di gestire formattazioni differenti e non riescono a soddisfare diversi requisiti informativi.

Qui di seguito mostreremo un elenco di programmi per il data entry, più specifici e più performanti:

• iking Software Solutions

• iUgum Data Software

• goCanvas

• Lexmark

Qui non ci addentreremo in una spiegazione dei singoli software, lasciando pertanto tale argomento a guide mirate, ma ci limiteremo a dire che questi prodotti di inserimento dati consentono agli utenti di archiviare i dati in modo veloce e con maggiore precisione, grazie a potenti sistemi di gestione documentale per la memorizzazione di tutti i tipi di file elettronici. Inoltre posseggono dei sistemi di scansione SCSI-based per la produzione di immagini chiave immediatamente utilizzabili.

Articolo a cura di Ciesse Services, visita: http://www.ciesseservices.it/altri-servizi/servizi-per-lufficio/

Il gozzo, non una semplice imbarcazione

Il Gozzo è una delle più diffuse e conosciute imbarcazioni che poggia le sue origini nella tradizione marinara italiana. Tali imbarcazioni sono tipiche della Liguria e della Campania, ma si trovano anche in Sicilia, Puglia e sulla costa toscana. Originariamente veniva costruito completamente in legno anche se negli ultimi tempi, anche con la perdita del suo primigenio ruolo di imbarcazione atta alla pesca, si è assistito alla diffusione di costruzioni in vetroresina, che rispetto al legno offre una maggior leggerezza, facilità di lavorazione ed un costo inferiore soprattutto in fase di mantenimento della stessa imbarcazione. Il gozzo ligure veniva costruito con varie qualità di legni, ogni essenza viene collocata per le sue caratteristiche, nel punto dove serviva una qualità, piuttosto che un’altra del legno. La chiglia veniva generalmente costruita con del rovere come i dritti di prua e di poppa, anche se in alcuni casi veniva utilizzato il frassino. Le costole, cioè le ordinate, in rovere,frassino,olmo o acacia sono ricavate da uno o più pezzi di legno a fibra curva naturale i curvami, ad esse sono inchiodati i corsi del fasciame. L’ossatura principale era costituita dai madieri posti sul fondo,sulla chiglia, che si raccordavano alle costole mediante gli staminali nel punto, detto ginocchio, in cui i fianchi dello scafo si collegavano al fondo. Le tavole del fasciame erano in genere di pino ligure,senza nodi, le cinte cioè le tavole sotto il bordo, venivano sovente impregnate e verniciate con prodotti trasparenti se di rovere o di mogano, lasciate a vista senza trattamenti se sono di teak. Il bordo poteva di frassino,di rovere, e anche di mogano e veniva incastrato sulle teste delle costole e sulla cinta. I banchi, cioè i sedili erano molto incurvati verso l’alto, erano di teak o di mogano. Sul gozzo ligure classico non esistevano né braccioli verticali né puntelli a sostegno dei banchi. Per remare, sui gozzi si usavano scalmi di bronzo o di acciaio con gli stroppi di cuoio, o in fibra , i remi erano di solito di faggio, pesanti, con la pala lunga, detti alla genovese, con i gironi ingrossati per appesantirli dalla parte interna dello scafo e renderli più equilibrati. Il gozzo veniva movimentato a terra con i pali, o parati, tavole spesse di legno, a sezione trapezoidale, ingrassati con grasso animale bollito e posti trasversalmente alla spiaggia per farvi scorrere l’imbarcazione.

Per scoprire i migliori accessori nautici per il vostro gozzo visitate: https://www.tessilmare.com/it/

Outfit del perfetto investigatore home made

In questo articolo cercheremo di dare dei piccoli consigli a chi è intenzionato ad effettuare in proprio, senza essersi rivolto ad agenzie investigative certificate, le proprie indagini.Uno degli aspetti che un buon investigatore deve curare è il proprio look, che deve esser conforme al luogo dove verranno poste in essere le indagini poiché esso sarà il primo elemento per cui verremo “analizzati” dalle persone che ci circondano.

La cura del proprio abbigliamento, il più consono al luogo dove andremo ad agire, ci aiuterà anche a mantenere un comportamento calmo e rilassato. Ma vediamo insieme come prepararsi al meglio per procedere alla nostra missione:

• Vestirsi con abiti comuni: non occorre indossare capi specifici, ma al contrario risulteranno utili i vestiti di tutti i giorni che ci permetteranno di non destare troppo l’attenzione sui nostri movimenti.

Impariamo dal regno animale a comportarci in modo camaleontico adeguando l’abbigliamento al luogo es. al mare non servirà andare in tenuta mimetica con anfibi, ma basteranno una t-shirt ed un paio di bermuda.

Utile quindi è capire il “codice di abbigliamento” che deve esser usato;

• scelta dei colori: una volta identificato il “codice di abbigliamento” più idoneo, occorre ricordarsi che i colori migliori per rimanere nell’anonimato sono i colori neutri avendo quindi cura di evitare colori che accentrino l’attenzione su di noi;

• calma: una volta che avrai scelto il tuo outfit potrai muoverti liberamente nel luogo prestabilito per le tue indagini, ma in ogni caso cerca di mantenere la calma e dimostrati disinvolto;

Come abbiamo visto non è poi difficile prepararsi ad effettuare delle indagini per proprio conto.Qualora dovessi necessitare di investigazioni più impegnative il consiglio che ci sentiamo di dare è quello di rivolgersi a delle agenzie specializzate in investigazioni, facendo attenzione a che abbiano le certificazioni rilasciate dalla prefettura del luogo ove queste hanno la sede.

Articolo realizzato a cura di: http://www.inside.agency/servizi-in-evidenza/agenzia-investigativa-milano.php